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Buongiorno, mamme.

Sono Veronica Viganò e “Senza biglietto da visita” è il mio romanzo.

Nato rocambolescamente su iniziativa di una grande casa editrice, è diventato un progetto di self-publishing, perché noi donne non molliamo mai. Siamo, come si usa dire, resilienti a tutto.

E di donne e resilienza parla la storia che vi propongo. Una storia che vi riguarda; leggendola, tutte potreste esclamare:”Ehi, questa sono io!”.

“Senza biglietto da visita” infatti, è un romanzo che descrive i nostri sentimenti di mamme lavoratrici, quell’alternanza di gioia e timore del futuro quando dobbiamo tornare al lavoro, le contraddizioni del nostro cuore dopo la maternità.

La prima: è possibile avere tutto, famiglia e carriera? La società consente ad una mamma di vivere serenamente le proprie scelte senza sentirsi sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato?

In Italia essere mamma è un valore o un “problema” da gestire tra le quattro mura domestiche senza alcun impatto – sia negativo che positivo – sulla vita professionale?

Che ruolo hanno i padri, le amiche senza figli, le nonne femministe nella percezione che ha di sé una mamma di oggi?

Ed infine: la nostra identità è definita solo dal lavoro che svolgiamo? O è forse guardandoci onestamente allo specchio, identificando le nostre vere aspirazioni e spegnendo i rumori di fondo e le pressioni esterne, che troviamo noi stesse?

Insomma, la vera domanda dietro a tutte queste domande è:

cosa siamo disposte a lasciare per essere noi stesse?

Lavoro? Famiglia? O nessuno dei due?

 

La trama in breve (e senza spoiler)

La protagonista Silvia Colombo, un bel cognome lombardo che già di per sé è sinonimo di devozione milanese al lavoro, è una giovane e ambiziosa manager, abituata a soffocare la propria femminilità in un ambiente aziendale maschilista.

Lasciato alle spalle un fidanzato che intralciava la sua libertà, affronta grintosamente la sua vita, in compagnia di amiche indipendenti e determinate come lei, tra impegni di lavoro e happy hour in centro. La madre, una single autonoma e realizzata, vive i successi professionali della figlia come l’ovvio riflesso dell’esempio e dell’educazione che le ha dato.

Ma una maternità inattesa sconvolge l’esistenza di Silvia, cambiando completamente le sue priorità e costringendola a delle scelte che deludono tutte le donne importanti della sua vita. La ricerca delle sue vere aspirazioni, al di là delle aspettative che la cultura famigliare e la società le hanno imposto, porterà Silvia a trovare una nuova identità e a dare un nuovo significato alla parola “successo.”

Fino al colpo di scena finale, che butterà nuovamente in aria tutte le carte con una conclusione imprevedibile.

Prologo

Gli evidenziatori no.

La cartellina con i ritagli di giornale sì.

Le penne con il logo aziendale e il puntatore laser incorporato no.

La rana peluche portafortuna sì.

Il planning settimanale con gli appunti a penna no. Leggi tutto “Prologo”

Veronica Viganò

Sono nata a Milano nel 1972, ho un passato da manager e un presente da blogger e consulente di comunicazione.

Ho iniziato a scrivere storie poliziesche a 8 anni con la Lettera 42 che mi ha regalato mia madre e ho finito con il diventare un’esperta di web writing.

Leggi tutto “Veronica Viganò”